il progetto

Santa Chiara d’Assisi si definiva “pianticella di Francesco”. Il loro era un legame speciale, che esprimeva unità di valori e di intenti. Chiara in tutta la sua vita amò il suo sposo, Gesù, e guardò al “poverello” come ad un punto sicuro di riferimento, come una creatura che incarnava l’amore del Creatore per il mondo.

Così sono le coppie: “pianticelle di Dio”. Una pianta va curata, da subito e sempre, altrimenti in poco tempo si secca e muore. Una pianta tende verso la luce, spesso si sviluppa verso l’alto. Ci vogliono mani sapienti e tanta passione e allora quella pianticella porterà frutto! Se le coppie vedono nel coniuge il volto e la tenerezza di Dio e si “curano” vicendevolmente, portano frutto, aprendosi e rendendo la propria vita piena e feconda.

La casa di spiritualità familiare offre a fidanzati, famiglie e piccoli gruppi, la possibilità di vivere momenti di riflessione, di preghiera, di formazione e di confronto, nella quiete e nella pace di un ambiente lontano da rumori e frenesie quotidiane, nello spirito del passo evangelico: “Venite in disparte e riposatevi un poco”.

Organizza occasioni e momenti di approfondimento, e formazione permanente, della vocazione matrimoniale per coppie di fidanzati e di giovani sposi, attraverso le quali scoprire e recuperare il senso e la responsabilità dell’essere cellula fondamentale, significativa e attiva della comunità cristiana, soggetto di pastorale.

L’attività e la vita della casa si concretizza mettendo al centro la parola di Dio, fonte di tutto. Ha un taglio “squisitamente francescano”: la spiritualità di Francesco e Chiara d’Assisi, vuole orientare le famiglie e i fidanzati a conoscere, amare, seguire Gesù.

La casa è gestita da un gruppo formato da sacerdoti diocesani, frati minori e coppie di sposi.

Vogliamo dire chiaramente che questo progetto è Suo, non nostro, Lui è il regista, noi siamo gli attori, gli strumenti (matite nelle mani di Dio)… Lui è tutto, noi siamo niente.